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Filosofia produttiva

È imperativo morale di tutti guardare al proprio territorio con il massimo amore possibile. Le colline delle Langhe da giugno 2014 sono Patrimonio Unesco e per questo rappresentano un ecosistema da preservare e curare con maggior impegno, da parte di ogni cittadino.
Ci sono molti modi per avere rispetto del patrimonio naturale e della salute del consumatore, a volte si tratta di semplici accorgimenti quotidiani, alla portata di tutti, oppure di veri e propri piani di intervento, perfettamente calibrati, per la coltivazione più naturale possibile dei vigneti, come di altre colture agrarie. Dal 2008 abbiamo provato a cimentarci con pratiche biologiche nella conduzione dei vigneti, cambiando, anno dopo anno, qualche nostra abitudine radicata. Il primo passo è stato eliminare il diserbo chimico primaverile ed imparare a controllare meccanicamente le malerbe, anche sulla fila di ceppi nei filari (operazione non facile e… costosa, se eseguita manualmente). Abbiamo reintrodotto le buone pratiche di lavorazione del suolo usate nel passato. Pratiche che, dopo la vendemmia, sono fondamentali per arieggiare il suolo, arricchirlo di microrganismi utili (batteri e funghi), permettere la penetrazione dell’acqua delle precipitazioni invernali e primaverili e favorire l’assorbimento della sostanza organica. Per evitare l’uso di insetticidi abbiamo introdotto erogatori di feromoni studiati per la confusione sessuale dell’insetto Tignola. Per aiutare lo sviluppo delle viti e combattere l’erosione, infine, pratichiamo l’inerbimento interfilare con miscugli di sementi scelte e il sovescio, cioè lo sfalcio e l’interramento di queste essenze.
I buoni risultati raggiunti ci hanno invogliati ad andare avanti. Dal 2011 abbiamo richiesto la conversione al biologico di alcuni vigneti di Nebbiolo e, nel 2017, tutti questi vigneti saranno certificati, per una superficie complessiva, e molto frazionata, di 18 ettari circa. Una volta convertiti i vigneti di Nebbiolo, sarà la volta di tutte le altre varietà. È un impegno: non abbiamo un unico corpo aziendale di 35 ha, ma piccoli vigneti (a volte di mezzo ettaro) distribuiti su un’ampia zona che va da La Morra a Serralunga d’Alba, da Monforte d’Alba a Castiglione Falletto, Neive, Trezzo Tinella. In cantina cerchiamo da sempre il massimo rispetto dell’integrità della materia prima, che rappresenta davvero la ricchezza e la versatilità del nostro suolo. Cerchiamo di lavorare affinché le nostre bottiglie di vino “siano” i vigneti che coltiviamo. Abbiamo la grande ricchezza di possedere alcuni tra i più belli ed importanti vigneti delle Langhe del Barolo e del Barbaresco, si tratta di una fortuna non da poco: “talenti” che non vanno sprecati. Non sarà semplice e ci vorrà l’impegno e soprattutto il “cuore” di tutti coloro che lavorano con noi. A loro va il nostro più sentito ringraziamento.
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